Normativa classe energetica

DECRETO-LEGGE 4 giugno 2013, n. 63

Disposizioni urgenti per il recepimento  della  Direttiva  2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio  del 19  maggio  2010,  sulla prestazione  energetica  nell’edilizia  per  la   definizione   delle procedure d’infrazione avviate  dalla  Commissione  europea,  nonche’ altre disposizioni in materia di coesione sociale. (13G00107) (GU n.130 del 5-6-2013)

Vigente al: 6-6-2013

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;

Vista la legge 24 dicembre 2012, n.  234,  recante  norme  generali sulla partecipazione dell’Italia  alla formazione  e  all’attuazione della  normativa  e  delle  politiche  dell’Unione  europea  ed,   in particolare l’articolo 37;

Ritenuta  la  straordinaria  necessita’  ed  urgenza   di   emanare disposizioni volte a  favorire  la  riqualificazione  e  l’efficienza energetica del patrimonio  immobiliare  italiano  in  conformita’  al diritto dell’Unione europea.

Ritenuta, in particolare, la straordinaria necessita’ ed urgenza di emanare disposizioni finalizzate a recepire la direttiva 2010/31/UE e ad evitare il prossimo aggravamento della procedura di infrazione nei confronti dell’Italia (procedura di infrazione n. 2012/0368), avviata dalla Commissione europea in data 24 settembre 2012, per  il  mancato recepimento della direttiva  e  attualmente  allo  stadio  di  parere motivato emesso in data 25 gennaio 2013;

Ritenuto altresi’ di emanare disposizioni per porre definitivamente rimedio anche alla procedura d’infrazione n. 2006/2378, in materia di attestato di certificazione energetica e di informazione al  pubblico al momento di  trasferimenti  e  locazioni,  aperta  da  parte  della Commissione europea nei confronti dell’Italia il 18 ottobre 2006  per non completo e conforme recepimento della  direttiva  2002/91/CE  del Parlamento europeo e del Consiglio, del  16  dicembre  2002,  che  la direttiva 2010/31/UE rifonde e contestualmente abroga;

Ritenuta la  necessita’  di  destinare  ulteriori  risorse  per  il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga,  nonche’  per la dotazione del Fondo per gli  interventi  strutturali  al  fine  di rimodulare gli interventi a sostegno dell’occupazione;

Ritenuta la necessita’ di razionalizzare  il  trattamento  IVA  dei prodotti editoriali, nonche’ della  somministrazione  di  alimenti  e bevande con distributori automatici;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri,  adottata  nella riunione del 31 maggio 2013;

Sulla proposta del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri,  del Ministro  per  gli  affari  europei,  del  Ministro  dello   sviluppo economico e del Ministro delle infrastrutture  e  dei  trasporti,  di concerto con  il  Ministro  per  la  pubblica  amministrazione  e  la semplificazione, il Ministro per gli affari regionali e le autonomie, il Ministro degli affari esteri, il Ministro  dell’economia  e  delle finanze, il Ministro della giustizia e con il Ministro  dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare;

EMANA

il seguente decreto-legge:

Art. 1

Modificazioni all’articolo 1 del decreto legislativo 19 agosto  2005, n. 192

1. L’articolo 1 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192,  e’ sostituito dal seguente: «Art.  1.  (Finalita’).  –  1.  Il  presente  decreto  promuove  il miglioramento della  prestazione  energetica  degli  edifici  tenendo conto delle condizioni locali e  climatiche  esterne,  nonche’  delle prescrizioni relative al clima degli ambienti interni e all’efficacia sotto il profilo dei costi.

2. Il presente decreto definisce e integra  criteri,  condizioni  e modalita’ per:

a) migliorare le prestazioni energetiche degli edifici;

b) favorire lo sviluppo, la valorizzazione e l’integrazione delle fonti rinnovabili negli edifici;

c) sostenere la diversificazione energetica;

d)  promuovere   la   competitivita’   dell’industria   nazionale attraverso lo sviluppo tecnologico;

e)  coniugare  le  opportunita’  offerte   dagli   obiettivi   di efficienza energetica con lo sviluppo del settore delle costruzioni e dell’occupazione;

f) conseguire gli obiettivi nazionali  in  materia  energetica  e ambientale;

g) razionalizzare  le  procedure  nazionali  e  territoriali  per l’attuazione delle normative energetiche al fine di ridurre  i  costi complessivi, per la pubblica amministrazione e per i cittadini e  per le imprese;

h) applicare in modo omogeneo e integrato la normativa  su  tutto

il territorio nazionale.».

 

Art. 2

Modificazioni all’articolo 2 del decreto legislativo 19 agosto  2005, n. 192

1. Al comma 1 dell’articolo 2 del  decreto  legislativo  19  agosto 2005, n. 192, dopo la lettera l) sono aggiunte le seguenti: «l-bis)  “attestato  di  prestazione  energetica  dell’edificio”: documento, redatto nel rispetto delle norme  contenute  nel  presente decreto e  rilasciato  da  esperti  qualificati  e  indipendenti  che attesta  la  prestazione  energetica  di   un   edificio   attraverso l’utilizzo di specifici descrittori e fornisce raccomandazioni per il miglioramento dell’efficienza energetica;l-ter) “attestato di  qualificazione  energetica”:  il  documento predisposto  ed  asseverato  da  un  professionista  abilitato,   non necessariamente estraneo alla proprieta’, alla progettazione  o  alla realizzazione dell’edificio, nel quale sono riportati i fabbisogni di energia primaria di calcolo, la classe di appartenenza dell’edificio, o dell’unita’ immobiliare, in relazione al sistema di  certificazione

energetica in vigore, ed i corrispondenti valori massimi  ammissibili fissati dalla normativa in vigore per il caso specifico  o,  ove  non siano  fissati  tali  limiti,  per  un  identico  edificio  di  nuova costruzione;

l-quater) “cogenerazione”: produzione simultanea, nell’ambito  di un unico processo, di energia termica  e  di  energia  elettrica  e/o meccanica rispondente ai requisiti di cui  al  decreto  del  Ministro dello sviluppo economico 4 agosto 2011;

l-quinquies) “confine del sistema (o energetico  dell’edificio)”: confine che include tutte le aree di  pertinenza dell’edificio,  sia all’interno che all’esterno dello stesso, dove l’energia e’ consumata o prodotta;

l-sexies) “edificio adibito ad uso pubblico”: edificio nel  quale si svolge, in tutto o in parte,  l’attivita’  istituzionale  di  enti pubblici;

l-septies)  “edificio  di  proprieta’  pubblica”:   edificio   di proprieta’ dello Stato, delle regioni o degli enti locali, nonche’ di altri  enti  pubblici,  anche  economici  ed  occupati  dai  predetti soggetti;

l-octies) “edificio a energia quasi zero”: edificio ad  altissima prestazione energetica, calcolata conformemente alle disposizioni del presente decreto, che rispetta i requisiti definiti al decreto di cui all’articolo 4, comma 1. Il fabbisogno energetico molto basso o quasi nullo  e’  coperto  in  misura  significativa  da  energia  da  fonti rinnovabili, prodotta all’interno del confine del sistema (in situ);

l-novies) “edificio di  riferimento  o  target  per  un  edificio sottoposto a verifica  progettuale,  diagnosi,  o  altra  valutazione energetica”: edificio  identico  in  termini  di  geometria  (sagoma, volumi, superficie calpestabile, superfici degli elementi costruttivi e   dei   componenti),   orientamento,    ubicazione    territoriale,

destinazione d’uso e situazione al contorno, e avente caratteristiche termiche e parametri energetici predeterminati;

l-decies) “elemento edilizio”: sistema tecnico per  l’edilizia  o componente dell’involucro di un edificio;

l-undecies) “energia consegnata o fornita”: energia espressa  per vettore energetico finale,  fornita  al  confine  dell’edificio  agli impianti tecnici per produrre  energia  termica  o  elettrica  per  i servizi energetici dell’edificio;

l-duodecies) “energia da fonti rinnovabili”: energia  proveniente da fonti rinnovabili non fossili, vale a dire energia eolica, solare, aerotermica, geotermica, idrotermica e oceanica, idraulica, biomassa, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas;

l-ter decies) “energia esportata”: quantita’ di energia, relativa a un dato vettore energetico, generata all’interno  del  confine  del sistema e utilizzata all’esterno dello stesso confine;

l-quater  decies)   “energia   primaria”:   energia,   da   fonti rinnovabili e non, che non ha subito alcun processo di conversione  o trasformazione;

l-quinquies decies) “energia prodotta in situ”: energia  prodotta o captata o prelevata all’interno del confine del sistema;

l-sexies  decies)  “fabbisogno   annuale   globale   di   energia primaria”: quantita’ di energia primaria relativa a tutti  i  servizi erogati dai sistemi tecnici  presenti  all’interno  del  confine  del sistema, calcolata su un intervallo temporale di un anno; l-septies  decies)   “fabbricato”:   sistema   costituito   dalle strutture edilizie esterne,  costituenti  l’involucro  dell’edificio, che delimitano un  volume  definito  e  dalle  strutture  interne  di ripartizione dello stesso volume.  Sono  esclusi  gli  impianti  e  i dispositivi tecnologici che si trovano al suo interno;

l-octies decies) “fattore di conversione  in  energia  primaria”: rapporto adimensionale che indica la quantita’  di  energia  primaria impiegata per produrre un’unita’ di  energia  fornita,  per  un  dato vettore  energetico;  tiene   conto   dell’energia   necessaria   per l’estrazione, il processamento, lo stoccaggio, il  trasporto  e,  nel caso dell’energia elettrica, del  rendimento  medio  del  sistema  di generazione  e  delle  perdite  medie  di  trasmissione  del  sistema elettrico nazionale e nel caso del teleriscaldamento,  delle  perdite medie di distribuzione della  rete.  Questo  fattore  puo’  riferirsi all’energia   primaria   non   rinnovabile,   all’energia    primaria rinnovabile  o  all’energia  primaria   totale   come   somma   delle precedenti;

l-novies  decies)  “involucro  di  un   edificio”:   elementi   e componenti integrati di un edificio  che  ne  separano  gli  ambienti interni dall’ambiente esterno;

l-vicies) “livello ottimale in funzione dei  costi”:  livello  di prestazione energetica che comporta il costo piu’  basso  durante  il ciclo di vita economico stimato, dove:

1) il costo piu’ basso e’ determinato tenendo conto  dei  costi di investimento legati all’energia, dei costi di  manutenzione  e  di funzionamento e, se del caso, degli eventuali costi di smaltimento;

2) il ciclo di vita economico stimato si riferisce al ciclo  di vita economico stimato rimanente di un edificio nel caso in cui siano stabiliti requisiti di prestazione energetica per l’edificio nel  suo complesso oppure al ciclo di vita economico stimato  di  un  elemento edilizio nel caso in cui siano  stabiliti  requisiti  di  prestazione energetica per gli elementi edilizi;

3)  il  livello  ottimale  in  funzione  dei  costi  si   situa all’interno della scala di livelli di prestazione  in  cui  l’analisi costi-benefici calcolata sul ciclo di vita economico e’ positiva;

l-vicies semel)  “norma  tecnica  europea”:  norma  adottata  dal Comitato   europeo   di   normazione,   dal   Comitato   europeo   di normalizzazione elettrotecnica o dall’Istituto europeo per  le  norme di telecomunicazione e resa disponibile per uso pubblico;

l-vicies bis) “prestazione energetica di un edificio”:  quantita’ annua di energia primaria effettivamente consumata o che  si  prevede possa  essere  necessaria  per  soddisfare,  con  un   uso   standard dell’immobile,  i   vari   bisogni   energetici   dell’edificio,   la climatizzazione invernale e estiva, la preparazione dell’acqua  calda per  usi  igienici  sanitari,  la  ventilazione  e,  per  il  settore terziario, l’illuminazione. Tale quantita’ viene espressa  da  uno  o piu’ descrittori che tengono anche conto del  livello  di  isolamento dell’edificio e delle caratteristiche  tecniche  e  di  installazione degli  impianti  tecnici.  La  prestazione  energetica  puo’   essere espressa in energia primaria non rinnovabile, rinnovabile,  o  totale come somma delle precedenti;

l-vicies ter) “riqualificazione energetica  di  un  edificio”  un edificio esistente e’ sottoposto a riqualificazione energetica quando i lavori in qualunque modo denominati,  a  titolo  indicativo  e  non esaustivo: manutenzione ordinaria o straordinaria, ristrutturazione e risanamento conservativo, ricadono in  tipologie  diverse  da  quelle

indicate alla lettera l-vicies bis);

l-vicies quater) “ristrutturazione importante di un edificio”: un edificio esistente e’ sottoposto a ristrutturazione importante quando i lavori in qualunque modo denominati  (a  titolo  indicativo  e  non esaustivo: manutenzione ordinaria o straordinaria, ristrutturazione e risanamento conservativo) insistono su oltre il 25  per  cento  della superficie dell’involucro dell’intero edificio, comprensivo di  tutte le unita’ immobiliari che lo costituiscono, a titolo  esemplificativo e non esaustivo, rifacimento di pareti esterne, di intonaci  esterni, del tetto o dell’impermeabilizzazione delle coperture;

l-vicies quinquies) “sistema di climatizzazione estiva,  impianto di condizionamento d’aria”: complesso di tutti i componenti necessari a un  sistema  di  trattamento  dell’aria,  attraverso  il  quale  la temperatura e’ controllata o puo’ essere abbassata;

l-vicies sexies)  “sistema  tecnico,  per  l’edilizia”:  impianto tecnologico  dedicato  a  uno  o  a  una  combinazione  dei   servizi energetici o ad assolvere a  una  o  piu’  funzioni  connesse  con  i servizi energetici dell’edificio. Un sistema tecnico e’ suddiviso  in piu’ sottosistemi;

l-vicies  septies)  “teleriscaldamento”  o  “teleraffrescamento”: distribuzione di energia termica in forma di vapore,  acqua  calda  o liquidi refrigerati da una o  piu’  fonti  di  produzione  verso  una pluralita’ di edifici o siti tramite una rete, per il riscaldamento o il raffrescamento di spazi, per processi  di  lavorazione  e  per  la fornitura di acqua calda sanitaria;

l-duodetricies) “unita’ immobiliare”: parte, piano o appartamento di  un  edificio   progettati   o   modificati   per   essere   usati separatamente;

l-undetricies) “vettore energetico”: sostanza o  energia  fornite dall’esterno del confine  del  sistema  per  il  soddisfacimento  dei fabbisogni energetici dell’edificio.».

Art. 3

Modificazioni all’articolo 3 del decreto legislativo 19 agosto  2005,n. 192

1. All’articolo 3 del decreto legislativo 19 agosto 2005,  n.  192, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1, lettera b), le parole «agli articoli 7,  9  e  12» sono sostituite dalle seguenti: «agli articoli 7 e 9»;

b) dopo il comma 2, sono inseriti i seguenti: «2-bis. Il presente decreto si applica all’edilizia pubblica  eprivata.

2-ter. Il presente decreto disciplina in particolare:

a)  la  metodologia  per   il   calcolo   delle   prestazionienergetiche degli edifici;

b) le  prescrizioni  e  i  requisiti  minimi  in  materia  di prestazioni energetiche degli edifici quando sono oggetto di:

1) nuova costruzione;

2) ristrutturazioni importanti;

3) riqualificazione energetica;

c) la definizione di un Piano di  azione  per  la  promozionedegli edifici a “energia quasi zero”;

d) l’attestazione della prestazione energetica degli  edifici e delle unita’ immobiliari;

e) lo sviluppo di strumenti  finanziari  e  la  rimozione  di barriere di mercato  per  la  promozione  dell’efficienza  energetica degli edifici;

f)  l’utilizzo  delle  fonti  energetiche  rinnovabili  negli edifici;

g) la realizzazione di un  sistema  coordinato  di  ispezione periodica degli impianti termici negli edifici;

h) i requisiti professionali e di indipendenza degli  esperti o degli  organismi  cui  affidare  l’attestazione  della  prestazione energetica  degli   edifici   e   l’ispezione   degli   impianti   di climatizzazione;

i) la realizzazione e l’adozione  di  strumenti  comuni  allo Stato e alle regioni  e  province  autonome  per  la  gestione  degli adempimenti a loro carico;

l)  la  promozione  dell’uso  razionale  dell’energia   anche attraverso l’informazione e la sensibilizzazione degli utenti finali, la formazione e l’aggiornamento degli operatori del settore;

m) la raccolta delle informazioni e delle  esperienze,  delle elaborazioni e degli studi necessari all’orientamento della  politica energetica del settore.»;

c) il comma 3 e’ sostituito dal seguente: «3. Sono escluse  dall’applicazione  del  presente  decreto  le seguenti categorie di edifici:

a) gli edifici ricadenti nell’ambito della  disciplina  della parte seconda e dell’articolo 136, comma 1,  lettere  b)  e  c),  del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42,  recante  il  codice  dei beni culturali e del paesaggio, fatto salvo quanto disposto al  comma 3-bis;

b) gli edifici industriali e artigianali quando gli  ambienti sono riscaldati per esigenze del processo  produttivo  o  utilizzando reflui   energetici   del   processo   produttivo   non    altrimenti utilizzabili;

c) edifici rurali non residenziali sprovvisti di impianti  di climatizzazione;

d) i fabbricati  isolati  con  una  superficie  utile  totale inferiore a 50 metri quadrati;

e) gli edifici che risultano non compresi nelle categorie  di edifici classificati sulla  base  della  destinazione  d’uso  di  cui all’articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 26  agosto 1993, n. 412, il cui utilizzo standard non prevede l’installazione  e l’impiego  di  sistemi  tecnici,  quali  box,  cantine,  autorimesse, parcheggi multipiano, depositi,  strutture  stagionali  a  protezione degli impianti sportivi, fatto salvo quanto disposto dal comma 3-ter;

f) gli edifici adibiti a luoghi di culto e  allo  svolgimento di attivita’ religiose.»;

d) dopo il comma 3, sono inseriti i seguenti: «3-bis. Per gli edifici di cui  al  comma  3,  lettera  a),  il

presente  decreto  si   applica   limitatamente   alle   disposizioni concernenti:

a) l’attestazione della prestazione energetica degli edifici, di cui all’articolo 6;

b)  l’  esercizio,  la  manutenzione  e  le  ispezioni  degli impianti tecnici, di cui all’articolo 7. 3-ter. Per gli edifici di  cui  al  comma  3,  lettera  d),  il presente decreto si applica limitatamente alle porzioni eventualmente adibite ad uffici e assimilabili, purche’ scorporabili ai fini  della valutazione di efficienza energetica.».

Art. 4

Modificazioni all’articolo 4 del decreto legislativo 19 agosto  2005, n. 192

1. All’articolo 4 del decreto legislativo 19 agosto 2005,  n.  192, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) il comma 1 e’ sostituito dal seguente: «1.  Con  uno  o  piu’  decreti  del  Ministro  dello  sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e  della  tutela del territorio e del mare, il Ministro  delle  infrastrutture  e  dei trasporti e, per i profili  di  competenza,  con  il  Ministro  della salute e con il Ministro della  difesa,  acquisita  l’intesa  con  la Conferenza unificata, sono definiti:

a) le modalita’ di applicazione della metodologia di  calcolo delle prestazioni energetiche e l’utilizzo  delle  fonti  rinnovabili negli edifici, in relazione ai paragrafi 1 e 2 dell’allegato I  della direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio,  del  19 maggio 2010,  sulla  prestazione  energetica  nell’edilizia,  tenendo conto dei seguenti criteri generali:

1) la prestazione energetica degli edifici  e’  determinata in conformita’ alla normativa tecnica UNI e  CTI,  allineate  con  le norme predisposte dal CEN a supporto della direttiva  2010/31/CE,  su specifico mandato della Commissione europea;

2) il fabbisogno energetico annuale globale si calcola  per singolo servizio energetico, espresso in energia  primaria,  su  base mensile. Con le stesse modalita’ si determina  l’energia  rinnovabile prodotta all’interno del confine del sistema;

3) si opera  la  compensazione  mensile  tra  i  fabbisogni energetici e l’energia rinnovabile prodotta all’interno  del  confine del sistema, per vettore energetico e fino  a  copertura  totale  del corrispondente vettore energetico consumato;

4) ai fini della compensazione  di  cui  al  numero  3,  e’ consentito  utilizzare  l’energia   elettrica   prodotta   da   fonti rinnovabili all’interno del confine del sistema ed esportata, secondo le modalita’ definite dai decreti di cui al presente comma;

b)  l’applicazione  di  prescrizioni  e   requisiti   minimi, aggiornati ogni cinque anni, in materia  di  prestazioni  energetiche degli edifici e unita’ immobiliari, siano essi di nuova  costruzione, oggetto  di  ristrutturazioni  importanti   o   di   riqualificazioni energetiche,   sulla   base   dell’applicazione   della   metodologia comparativa di cui all’articolo 5 della direttiva 2010/31/UE, secondo i seguenti criteri generali:

1) i requisiti minimi rispettano le valutazioni tecniche ed economiche di convenienza, fondate sull’analisi  costi  benefici  del ciclo di vita economico degli edifici;

2) in caso  di  nuova  costruzione  e  di  ristrutturazione importante,  i  requisiti  sono  determinati  con  l’utilizzo   dell’ “edificio di riferimento”, in funzione  della  tipologia  edilizia  e delle fasce climatiche;

3) per le verifiche  necessarie  a  garantire  il  rispetto della qualita’ energetica prescritta,  sono  previsti  dei  parametri specifici del fabbricato, in termini di indici di prestazione termica e di trasmittanze, e parametri complessivi, in termini di  indici  di prestazione energetica globale,  espressi  sia  in  energia  primaria totale che in energia primaria non rinnovabile.»;

b) dopo il comma 1 e’ inserito il seguente: «1-bis. Con uno o piu’ decreti del Presidente della  Repubblica sono aggiornate, in relazione all’articolo 8 e agli articoli da 14  a 17  della  direttiva  2010/31/UE,  le  modalita’  di   progettazione, installazione, esercizio, manutenzione  e  ispezione  degli  impianti termici per la climatizzazione invernale  ed  estiva  degli  edifici, nonche’ i requisiti professionali e i criteri di  accreditamento  per assicurare la qualificazione e l’indipendenza degli esperti  e  degli organismi a cui affidare l’attestazione della prestazione  energetica degli edifici e l’ispezione degli impianti di  climatizzazione  e  la realizzazione di un sistema informativo coordinato  per  la  gestione dei rapporti tecnici di ispezione e degli  attestati  di  prestazione energetica.»;

c) al comma  2,  le  parole:  «comma  1»  sono  sostituite  dalle seguenti: «comma 1-bis» e dopo le parole: «Ministro  dell’ambiente  e della tutela del territorio» sono inserite le  seguenti:  «e,  per  i profili di competenza, con il Ministro della difesa».

Art. 5

Modificazioni al decreto legislativo  19  agosto  2005,  n.  192,  in materia di edifici a energia quasi zero

1. Dopo l’articolo 4 del decreto legislativo  19  agosto  2005,  n. 192, sono inseriti i seguenti: «Art. 4-bis. (Edifici ad energia quasi zero). – 1. A partire  dal 31 dicembre 2018,  gli  edifici  di  nuova  costruzione  occupati  da pubbliche amministrazioni e  di  proprieta’  di  queste  ultime,  ivi compresi gli edifici scolastici,  devono  essere  edifici  a  energia quasi zero. Dal 1° gennaio 2021 la predetta disposizione e’ estesa  a tutti gli edifici di nuova costruzione.

2. Entro il 31 dicembre 2014,  con  decreto  del  Ministro  dello sviluppo economico, di  concerto  con  i  Ministri  per  la  pubblica amministrazione e la semplificazione,  della  coesione  territoriale, dell’economia e delle finanze, delle infrastrutture e dei  trasporti, dell’ambiente e della tutela del territorio  e  del  mare  e  con  il Ministro della salute e il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, ognuno per i profili di competenza,  con  il  parere della Conferenza unificata e’ definito il Piano d’azione destinato ad aumentare il numero di edifici a energia quasi zero. Tale Piano,  che puo’ includere obiettivi differenziati  per  tipologia  edilizia,  e’ trasmesso alla Commissione europea.

3. Il Piano d’azione di cui al comma 2 comprende,  tra  l’altro,  i seguenti elementi:

a) l’applicazione della definizione di edifici a energia  quasi zero alle diverse tipologie di  edifici  e  indicatori  numerici  del consumo di energia primaria, espresso in kWh/m² anno;

b) le politiche  e  le  misure  finanziarie  o  di  altro  tipo previste per promuovere gli edifici a energia quasi zero, comprese le informazioni   relative   alle   misure   nazionali   previste    per l’integrazione delle fonti rinnovabili negli edifici,  in  attuazione della direttiva 2009/28/CE;

c)  l’individuazione,  in   casi   specifici   e   sulla   base dell’analisi costi-benefici sul ciclo di vita  economico,  della  non applicabilita’ di quanto disposto al comma 1;

d) gli obiettivi intermedi di miglioramento  della  prestazione energetica degli edifici di  nuova  costruzione  entro  il  2015,  in funzione dell’attuazione del comma 1.

Art. 4-ter.(Strumenti finanziari e superamento delle barriere  di mercato). – 1. Gli incentivi adottati dallo Stato,  dalle  regioni  e dagli  enti  locali  per  promuovere  l’efficienza  energetica  degli edifici, a qualsiasi titolo previsti, sono concessi nel  rispetto  di requisiti di  efficienza  commisurati  alla  tipologia,  al  tipo  di utilizzo  e  contesto  in  cui  e’   inserito   l’immobile,   nonche’ all’entita’ dell’intervento.

2. Al fine di promuovere la realizzazione di servizi energetici e di misure di incremento dell’efficienza energetica degli  edifici  di proprieta’  pubblica,  con  particolare   attenzione   agli   edifici

scolastici, anche attraverso le ESCO o lo strumento del finanziamento tramite terzi, il fondo di garanzia cui all’articolo 22, comma 4, del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, e’ utilizzato anche  per  il sostegno   della   realizzazione   di   progetti   di   miglioramento dell’efficienza energetica nell’edilizia pubblica. La  dotazione  del

fondo e’ incrementata attraverso i proventi delle aste delle quote di emissione di CO2 di cui all’articolo 19 del  decreto  legislativo  13 marzo 2013, n.30, destinati ai progetti energetico ambientali, con le modalita’ e nei limiti di cui ai commi 3 e 6  dello  stesso  articolo

19. Con il decreto di cui  all’articolo  22,  comma  5,  del  decreto legislativo 3 marzo 2011,  n.  28,  sono  definite  le  modalita’  di gestione e accesso del fondo stesso.

3. L’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie,  l’energia  e  lo sviluppo economico sostenibile – ENEA, entro 90 giorni dalla data  di entrata in vigore della presente disposizione, mette  a  disposizione un contratto-tipo per  il  miglioramento  del  rendimento  energetico dell’edificio, che individui e misuri gli  elementi  a  garanzia  del risultato e che promuova la finanziabilita’ delle  iniziative,  sulla base del modello contrattuale previsto all’articolo 7, comma 12,  del decreto del Ministro dello sviluppo economico 28 dicembre 2012.

4. Entro il 30 aprile 2014 il Ministero dello sviluppo economico, sentito il Ministero dell’ambiente e della tutela  del  territorio  e del mare e la Conferenza unificata, redige  un  elenco  delle  misure finanziarie atte a favorire l’efficienza energetica negli  edifici  e la transizione verso gli edifici a energia quasi zero. Tale elenco e’ aggiornato ogni tre anni e inviato alla Commissione  nell’ambito  del Piano  d’azione  nazionale  per  l’efficienza   energetica   di   cui all’articolo 24, paragrafo 2, della direttiva 2012/27/UE.».

Art. 6

Modificazioni al decreto legislativo  19  agosto  2005,  n.  192,  in materia  di  attestato  di  prestazione  energetica,   rilascio   e affissione.

1. L’articolo 6 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192,  e’ sostituito dal seguente: «Art.  6.  (Attestato  di  prestazione  energetica,  rilascio   e affissione). – 1.  L’attestato  di  certificazione  energetica  degli edifici e’ denominato: “attestato di prestazione  energetica”  ed  e’ rilasciato per gli edifici o le unita’ immobiliari costruiti, venduti o locati ad un nuovo locatario e per gli edifici indicati al comma 6.

Gli  edifici   di   nuova   costruzione   e   quelli   sottoposti   a ristrutturazioni  importanti,  sono  dotati  di   un   attestato   di prestazione energetica al termine  dei  lavori.  Nel  caso  di  nuovo edificio, l’attestato e’ prodotto a cura del  costruttore,  sia  esso committente della costruzione o societa’  di  costruzione  che  opera

direttamente.  Nel  caso  di  attestazione  della  prestazione  degli edifici esistenti, ove previsto dal presente decreto, l’attestato  e’ prodotto a cura del proprietario dell’immobile.

2. Nel caso di vendita o di nuova locazione di edifici  o  unita’ immobiliari, ove l’edificio o l’unita’ non ne  sia  gia’  dotato,  il proprietario  e’  tenuto  a  produrre  l’attestato   di   prestazione energetica di cui al comma 1. In tutti i casi, il  proprietario  deve rendere  disponibile  l’attestato  di   prestazione   energetica   al potenziale acquirente o al nuovo locatario all’avvio delle rispettive trattative e consegnarlo alla fine delle medesime; in caso di vendita o locazione di un edificio prima della sua costruzione, il  venditore o locatario fornisce evidenza  della  futura  prestazione  energetica dell’edificio  e  produce  l’attestato  di   prestazione   energetica congiuntamente alla dichiarazione di fine lavori.

3. Nei contratti di vendita o nei nuovi contratti di locazione di edifici o di singole unita’ immobiliari e’ inserita apposita clausola con la quale l’acquirente o il conduttore danno atto di aver ricevuto le informazioni e la documentazione, comprensiva  dell’attestato,  in ordine alla attestazione della prestazione energetica degli edifici.

4. L’attestazione della prestazione energetica puo’  riferirsi  a una o piu’ unita’ immobiliari facenti parte di un medesimo  edificio. L’attestazione di  prestazione  energetica  riferita  a  piu’  unita’ immobiliari  puo’  essere  prodotta  solo  qualora  esse  abbiano  la medesima destinazione d’uso, siano  servite,  qualora  presente,  dal medesimo impianto termico destinato alla climatizzazione invernale e, qualora presente, dal medesimo sistema di climatizzazione estiva.

5. L’attestato di prestazione energetica di cui al comma 1 ha una validita’ temporale massima di dieci anni a partire dal suo  rilascio ed  e’  aggiornato  a   ogni   intervento   di   ristrutturazione   o riqualificazione che modifichi la classe energetica  dell’edificio  o dell’unita’  immobiliare.   La   validita’   temporale   massima   e’ subordinata al rispetto  delle  prescrizioni  per  le  operazioni  di controllo di efficienza energetica degli impianti  termici,  comprese

le eventuali necessita’ di adeguamento, previste dal decreto  del  16 aprile 2013, concernente i criteri generali in materia di  esercizio, conduzione, controllo manutenzione e ispezione degli impianti termici nonche’ i requisiti professionali per assicurare la qualificazione  e l’indipendenza degli ispettori. Nel caso di mancato rispetto di dette

disposizioni, l’attestato di  prestazione  energetica  decade  il  31 dicembre dell’anno successivo a quello in cui e’  prevista  la  prima scadenza non rispettata per le predette operazioni  di  controllo  di efficienza energetica. A tali fini, i libretti di  impianto  previsti dai decreti  di  cui  all’articolo  4,  comma  1,  lettera  b),  sono allegati, in originale  o  in  copia,  all’attestato  di  prestazione energetica.

6. Nel caso di edifici utilizzati da  pubbliche  amministrazioni  e aperti al pubblico con superficie utile totale superiore  a  500  m², ove  l’edificio  non  ne  sia  gia’  dotato,  e’  fatto  obbligo   al proprietario o al soggetto responsabile della gestione,  di  produrre l’attestato di prestazione energetica entro centoventi  giorni  dalla data di entrata in vigore della presente disposizione e di  affiggere l’attestato  di  prestazione  energetica  con  evidenza  all’ingresso dell’edificio  stesso  o  in  altro  luogo  chiaramente  visibile  al pubblico. A partire dal 9 luglio 2015, la soglia di  500  m²  di  cui sopra, e’ abbassata  a  250  m².  Per  gli  edifici  scolastici  tali obblighi ricadono sugli enti proprietari di cui all’articolo 3  della legge 11 gennaio 1996, n. 23.

7. Per gli edifici  aperti  al  pubblico,  con  superficie  utile totale  superiore  a  500  m²,  per  i  quali  sia  stato  rilasciato l’attestato di prestazione energetica di cui ai commi 1 e 2, e’ fatto obbligo, al proprietario o al soggetto  responsabile  della  gestione dell’edificio  stesso,  di  affiggere  con  evidenza  tale  attestato all’ingresso dell’edificio o in altro luogo chiaramente  visibile  al pubblico.

8.  Nel  caso  di  offerta  di  vendita   o   di   locazione,   i corrispondenti  annunci  tramite  tutti  i  mezzi  di   comunicazione commerciali   riportano   l’indice    di    prestazione    energetica dell’involucro  edilizio  e  globale  dell’edificio   o   dell’unita’ immobiliare e la classe energetica corrispondente.

9. Tutti i contratti, nuovi o rinnovati, relativi  alla  gestione degli impianti termici o di climatizzazione degli edifici pubblici, o nei quali  figura  come  committente  un  soggetto  pubblico,  devono prevedere la predisposizione dell’attestato di prestazione energetica dell’edificio o dell’unita’ immobiliare interessati.

10. L’obbligo di dotare l’edificio di un attestato di prestazione energetica viene meno ove sia gia’ disponibile un attestato in  corso di validita’, rilasciato conformemente alla direttiva 2002/91/CE.

11. L’attestato di qualificazione  energetica,  al  di  fuori  di quanto previsto  all’articolo  8,  comma  2,  e’  facoltativo  ed  e’ predisposto al fine di  semplificare  il  successivo  rilascio  della prestazione energetica. A tale fine,  l’attestato  di  qualificazione energetica comprende  anche  l’indicazione  di  possibili  interventi migliorativi  delle  prestazioni   energetiche   e   la   classe   di appartenenza dell’edificio, o dell’unita’ immobiliare,  in  relazione al sistema di attestazione energetica in vigore, nonche’ i  possibili passaggi di classe a  seguito  della  eventuale  realizzazione  degli interventi stessi. L’estensore provvede ad evidenziare opportunamente sul frontespizio  del  documento  che  il  medesimo  non  costituisce attestato di  prestazione  energetica  dell’edificio,  ai  sensi  del presente decreto, nonche’, nel sottoscriverlo, quale e’ od  e’  stato il suo ruolo con riferimento all’edificio medesimo.

12.  Con  decreto  del  Ministro  dello  sviluppo  economico,  di concerto con i Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, delle infrastrutture e dei  trasporti  e  per  la  pubblica amministrazione e la  semplificazione,  d’intesa  con  la  Conferenza unificata, sentito il CNCU, avvalendosi delle metodologie di  calcolo definite con i  decreti  di  cui  all’  articolo  4,  e’  predisposto l’adeguamento del decreto del Ministro dello  sviluppo  economico  26

giugno 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 153 del 10 luglio 2009, nel rispetto dei seguenti criteri e contenuti:

a) la previsione di metodologie  di  calcolo  semplificate,  da rendere  disponibili  per  gli  edifici  caratterizzati  da   ridotte dimensioni e prestazioni energetiche di modesta qualita’, finalizzate a ridurre i costi a carico dei cittadini;

b) la definizione di un attestato di prestazione energetica che comprende   tutti   i   dati   relativi   all’efficienza   energetica dell’edificio che consentano ai cittadini di valutare  e  confrontare edifici diversi. Tra tali dati sono obbligatori:

1) la prestazione energetica  globale  dell’edificio  sia  in termini di energia  primaria  totale  che  di  energia  primaria  non rinnovabile, attraverso i rispettivi indici;

2) la classe energetica determinata  attraverso  l’indice  di prestazione energetica globale  dell’edificio,  espresso  in  energia primaria non rinnovabile;

3) la  qualita’  energetica  del  fabbricato  a  contenere  i consumi  energetici  per  il  riscaldamento  e   il   raffrescamento, attraverso  gli  indici  di  prestazione   termica   utile   per   la climatizzazione invernale ed estiva dell’edificio;

4) i valori di  riferimento,  quali  i  requisiti  minimi  di efficienza energetica vigenti a norma di legge;

5) le emissioni di anidride carbonica;

6) l’energia esportata;

7) le raccomandazioni per  il  miglioramento  dell’efficienza energetica  dell’edificio  con  le  proposte  degli  interventi  piu’ significativi ed economicamente convenienti, separando la  previsione di  interventi  di   ristrutturazione   importanti   da   quelli   di riqualificazione energetica;

8)  le  informazioni   correlate   al   miglioramento   della prestazione energetica,  quali  diagnosi  e  incentivi  di  carattere finanziario;

c) la definizione di  uno  schema  di  annuncio  di  vendita  olocazione, per  esposizione  nelle  agenzie  immobiliari,  che  renda uniformi le informazioni  sulla  qualita’  energetica  degli  edifici fornite ai cittadini;

d) la definizione di un sistema informativo comune per tutto il territorio nazionale, di utilizzo obbligatorio per le  regioni  e  le province autonome, che comprenda la  gestione  di  un  catasto  degli edifici, degli attestati di prestazione  energetica  e  dei  relativi controlli pubblici.».

Art. 7

Modificazioni all’articolo 8 del decreto legislativo 19 agosto  2005, n. 192

1. Il comma 1 dell’articolo 8 del  decreto  legislativo  19  agosto 2005, n. 192, e’ sostituito dal seguente:

«1. Il progettista o i progettisti, nell’ambito delle  rispettive competenze edili, impiantistiche  termotecniche  e  illuminotecniche, devono inserire i  calcoli  e  le  verifiche  previste  dal  presente decreto nella relazione tecnica di progetto attestante la rispondenza alle prescrizioni per il contenimento del consumo  di  energia  degli edifici  e  dei  relativi  impianti  termici,  che  il   proprietario dell’edificio,  o  chi  ne  ha  titolo,  deve  depositare  presso  le amministrazioni competenti, in  doppia  copia,  contestualmente  alla dichiarazione di inizio dei  lavori  complessivi  o  degli  specifici interventi proposti. Tali adempimenti,  compresa  la  relazione,  non sono dovuti in caso di mera sostituzione  del  generatore  di  calore dell’impianto di climatizzazione avente potenza inferiore alla soglia prevista dall’articolo 5, comma 2, lettera g), del decreto 22 gennaio 2008 del Ministro dello sviluppo economico, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, n. 61 del  12  marzo  2008.  Gli schemi e le  modalita’  di  riferimento  per  la  compilazione  della relazione tecnica di progetto sono definiti con decreto del  Ministro

dello  sviluppo  economico,  di  concerto  con  il   Ministro   delle infrastrutture e dei trasporti e per la pubblica amministrazione e la semplificazione, sentita la Conferenza unificata, in  funzione  delle diverse tipologie  di  lavori:  nuove  costruzioni,  ristrutturazioni importanti, interventi di riqualificazione energetica. Ai fini  della piu’ estesa applicazione dell’articolo 26, comma  7,  della  legge  9 gennaio 1991, n.  10,  per  gli  enti  soggetti  all’obbligo  di  cui all’articolo 19 della stessa legge, la relazione tecnica di  progetto e’ integrata attraverso attestazione di verifica  sulla  applicazione della norma predetta redatta dal Responsabile per la conservazione  e l’uso razionale dell’energia nominato.».

2. Dopo il comma 1, e’ inserito il seguente: «1-bis. In relazione all’articolo 6, paragrafo 1, della direttiva 2010/31/UE, in caso di nuova costruzione, nell’ambito della relazione di cui al comma 1, e’ prevista  una  valutazione  della  fattibilita’ tecnica,  ambientale  ed  economica  per  l’inserimento  di   sistemi alternativi ad alta  efficienza  tra  i  quali,  a  titolo  puramente esemplificativo,  sistemi  di  fornitura  di   energia   rinnovabile, cogenerazione,  teleriscaldamento  e  teleraffrescamento,  pompe   di calore e sistemi di misurazione intelligenti.».

Art. 8

Modificazioni all’articolo 9 del decreto legislativo 19 agosto  2005, n. 192

1. All’articolo 9 del decreto legislativo 19 agosto 2005,  n.  192, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 3 dell’articolo 9 del decreto legislativo  19  agosto 2005, n. 192, il secondo periodo e’ sostituito dal seguente:

«A tali fini:

a) i soggetti di cui  all’articolo  7,  comma  1,  comunicano all’ente competente in materia di controlli  sugli  impianti  termici l’ubicazione  e  le  principali  caratteristiche  degli  impianti  di proprieta’ o dai medesimi gestiti  nonche’  le  eventuali  successive modifiche significative;

b)  le  societa’  di  distribuzione  dei  diversi   tipi   di combustibile, a  uso  degli  impianti  termici,  comunicano  all’ente competente  in  materia   di   controlli   sugli   impianti   termici l’ubicazione e la titolarita’ delle utenze da esse  rifornite  al  31 dicembre di ogni anno;

c) l’ente competente in materia di controlli  sugli  impianti termici trasmette annualmente alle regioni i dati di cui alle lettere a) e b) per via informatica.»;

b) dopo il comma 5-bis, sono inseriti i seguenti: «5-ter.  In  tale  contesto,  fermo  restando  il  divieto   di aggravamento degli oneri e degli adempimenti amministrativi  previsti dal presente decreto in conformita’  alla  direttiva  2010/31/UE,  le regioni possono provvedere o prendere provvedimenti  migliorativi  di quelli disposti dal presente decreto, in termini di:

a) flessibilita’ applicativa dei requisiti minimi, anche  con l’utilizzo  di  soluzioni  alternative,  in  relazione  a  specifiche situazioni di impossibilita’ o di elevata  onerosita’,  che  comunque garantiscano  un  equivalente  risultato  sul   bilancio   energetico regionale;

b) semplificazioni amministrative in  materia  di  esercizio, manutenzione  controllo   e   ispezione   degli   impianti   termici, soprattutto in relazione all’integrazione dei controlli di efficienza energetica con quelli in tema di qualita’ dell’aria.

5-quater. I provvedimenti di cui al comma 5-ter  devono  essere compatibili con il Trattato sul  funzionamento  dell’Unione  europea, con la direttiva 2010/31/UE, con il presente  decreto  legislativo  e devono essere notificati alla Commissione europea.

5-quinquies. Le  regioni  e  le  province  autonome  provvedono inoltre a:

a) istituire un sistema di riconoscimento degli  organismi  e dei soggetti cui affidare le attivita’ di  ispezione  sugli  impianti termici e di attestazione della prestazione energetica degli edifici, promuovendo  programmi  per  la  loro  qualificazione,  formazione  e aggiornamento professionale, tenendo  conto  dei  requisiti  previsti dalle norme nazionali e  nel  rispetto  delle  norme  comunitarie  in materia di libera circolazione dei servizi.

b) avviare programmi di verifica  annuale  della  conformita’ dei rapporti di ispezione e degli attestati emessi. 5-sexies. Le regioni e le province autonome,  anche  attraverso propri enti o agenzie, collaborano con il  Ministero  dello  sviluppo economico e, per la sola lettera c) anche con  il  Ministero  per  la pubblica amministrazione e la  semplificazione,  per  la  definizione congiunta:

a) di metodologie di  calcolo  della  prestazione  energetica degli edifici;

b) di metodologie per la determinazione dei requisiti  minimidi edifici e impianti;

c) di sistemi di classificazione  energetica  degli  edifici, compresa  la  definizione  del  sistema  informativo  comune  di  cui all’articolo 6, comma 12, lettera d);

d) del Piano nazionale destinato ad aumentare  il  numero  di edifici a energia quasi zero, di cui all’articolo 4-bis, comma 2;

e)  dell’azione  di  monitoraggio,  analisi,  valutazione   e adeguamento della normativa energetica nazionale e regionale  di  cui agli articoli 10 e 13.».

Art. 9

Modificazioni all’articolo 11 del decreto legislativo 19 agosto 2005,n. 192

1. L’articolo 11 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, e’ sostituito dal seguente:

«Art. 11. (Norme transitorie). – 1. Nelle more dell’aggiornamento delle specifiche norme europee di riferimento per l’attuazione  della direttiva 2010/31/UE, le metodologie  di  calcolo  delle  prestazioni energetiche degli edifici,  di  cui  all’articolo  3,  comma  1,  del decreto del  Presidente  della  Repubblica  2  aprile  2009,  n.  59, predisposte in conformita’ alle norme EN a supporto  delle  direttive 2002/91/CE e 2010/31/UE, sono quelle di seguito elencate:

a) raccomandazione CTI 14/2013 “Prestazioni  energetiche  degli edifici – Determinazione dell’energia primaria  e  della  prestazione energetica EP per la classificazione dell’edificio”, o normativa  UNI equivalente e successive norme tecniche che ne conseguono;

b) UNI/TS 11300 – 1 Prestazioni  energetiche  degli  edifici  – Parte  1:  Determinazione   del   fabbisogno   di   energia   termica dell’edificio per la climatizzazione estiva e invernale;

c) UNI/TS 11300 – 2 Prestazioni  energetiche  degli  edifici  – Parte 2: Determinazione del fabbisogno  di  energia  primaria  e  dei rendimenti per la climatizzazione invernale,  per  la  produzione  di acqua calda sanitaria, la ventilazione e l’illuminazione;

d) UNI/TS 11300 – 3 Prestazioni  energetiche  degli  edifici  – Parte 3: Determinazione del fabbisogno  di  energia  primaria  e  dei rendimenti per la climatizzazione estiva;

e) UNI/TS 11300 – 4 Prestazioni  energetiche  degli  edifici  – Parte 4: Utilizzo  di  energie  rinnovabili  e  di  altri  metodi  di generazione per riscaldamento di ambienti e preparazione acqua  calda sanitaria.».

Art. 10

Modificazioni dell’articolo 14  del  decreto  legislativo  19  agosto 2005, n. 192

1. L’articolo 14 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, e’ sostituito dal seguente: «Art.  14  (Copertura  finanziaria).  –  1.  All’attuazione   del presente  decreto,  fatta  salva  l’implementazione  degli  strumenti finanziari di cui all’articolo 4-ter, provvede con le risorse  umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione  vigente,  senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.».

Art. 11

Modificazioni dell’articolo 13  del  decreto  legislativo  19  agosto 2005, n. 192

1. Il comma 3 dell’articolo 13 del decreto  legislativo  19  agosto 2005, n. 192, e’ sostituito dal seguente: «3. Le attivita’ di cui  al  comma  2,  lettere  a)  e  b),  sono condotte in  sinergia  con  le  misure  di  accompagnamento  previste dall’articolo 16 del decreto del Ministro dello sviluppo economico 28 dicembre 2012, recante  disposizioni  in  materia  di  incentivazione della  produzione  di  energia  termica  da  fonti   rinnovabili   ed interventi  di  efficienza  energetica  di  piccole   dimensioni,   e all’articolo 15 del decreto del Ministro dello sviluppo economico  28 dicembre 2012, recante  disposizioni  in  materia  di  determinazione degli obiettivi quantitativi nazionali di  risparmio  energetico  che devono essere perseguiti dalle imprese di distribuzione  dell’energia elettrica e  il  gas  per  gli  anni  dal  2013  al  2016  e  per  il potenziamento del meccanismo dei certificati bianchi, pubblicati  nel supplemento  ordinario  alla  Gazzetta  Ufficiale  della   Repubblica Italiana, n. 1 del 2 gennaio 2013.».

Art. 12

Modificazioni dell’articolo 15  del  decreto  legislativo  19  agosto 2005, n. 192

1. L’articolo 15 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, e’ sostituito dal seguente:

«Art. 15 (Sanzioni). – 1. L’attestato di  prestazione  energetica di cui all’articolo 6,  il  rapporto  di  controllo  tecnico  di  cui all’articolo 7, la relazione tecnica, l’asseverazione di  conformita’ e l’attestato di qualificazione energetica  di  cui  all’articolo  8, sono resi in forma di dichiarazione sostitutiva di  atto  notorio  ai sensi  dell’articolo  47,  del   testo   unico   delle   disposizioni legislative   e   regolamentari   in   materia   di    documentazione

amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica  28 dicembre 2000, n. 445.

2. Le autorita’ competenti che ricevono i  documenti  di  cui  al comma 1 eseguono i controlli con le modalita’ di cui all’articolo  71 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, e applicano le sanzioni amministrative di cui ai  commi  da  3  a  6. Inoltre, qualora ricorrano le ipotesi di reato  di  cui  all’articolo 76, del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000,  n. 445, si applicano le sanzioni previste dal medesimo articolo.

3.  Il  professionista  qualificato  che  rilascia  la  relazione tecnica di cui all’articolo 8,  compilata  senza  il  rispetto  degli schemi e delle modalita’ stabilite nel decreto di cui all’articolo 8, comma 1 e 1-bis, o  un  attestato  di  prestazione  energetica  degli edifici senza il rispetto dei criteri  e  delle  metodologie  di  cui all’articolo  6,  e’  punito  con  una  sanzione  amministrativa  non inferiore a 700 euro e non superiore a 4200 euro. L’ente locale e  la regione, che applicano le sanzioni secondo le rispettive  competenze, danno comunicazione ai relativi ordini o collegi professionali per  i provvedimenti disciplinari conseguenti.

4. Il direttore dei lavori che omette  di  presentare  al  comune l’asseverazione  di  conformita’  delle  opere   e   l’attestato   di qualificazione  energetica,  di  cui   all’articolo   8,   comma   2, contestualmente alla dichiarazione di fine lavori, e’ punito  con  la sanzione amministrativa non inferiore a 1000 euro e non  superiore  a 6000 euro. Il comune che applica la sanzione deve darne comunicazione all’ordine o al collegio professionale competente per i provvedimenti disciplinari conseguenti.

5. Il  proprietario  o  il  conduttore  dell’unita’  immobiliare, l’amministratore del condominio, o l’eventuale terzo  che  se  ne  e’ assunta la responsabilita’, qualora non provveda alle  operazioni  di controllo e manutenzione degli impianti  di  climatizzazione  secondo quanto stabilito dall’articolo 7, comma 1, e’ punito con la  sanzione amministrativa non inferiore a 500 euro e non superiore a 3000 euro.

6. L’operatore incaricato del controllo e manutenzione,  che  non provvede a redigere e sottoscrivere il rapporto di controllo  tecnico di  cui  all’articolo  7,  comma  2,  e’  punito  con   la   sanzione amministrativa non inferiore a 1000 euro e non superiore a 6000 euro. L’ente locale, o la regione competente in materia di  controlli,  che applica la sanzione comunica alla  camera  di  commercio,  industria, artigianato  e  agricoltura  di  appartenenza  per  i   provvedimenti disciplinari conseguenti.

7. In caso di violazione dell’obbligo di dotare di  un  attestato di prestazione energetica gli edifici di nuova costruzione  e  quelli sottoposti a ristrutturazioni importanti, come previsto dall’articolo 6, comma 1, il  costruttore  o  il  proprietario  e’  punito  con  la sanzione amministrativa non inferiore a 3000 euro e non  superiore  a 18000 euro.

8. In caso di violazione dell’obbligo di dotare di  un  attestato di prestazione energetica gli edifici o  le  unita’  immobiliari  nel caso  di  vendita,  come  previsto  dall’articolo  6,  comma  2,   il proprietario e’ punito con la sanzione amministrativa non inferiore a 3000 euro e non superiore a 18000 euro.

9. In caso di violazione dell’obbligo di dotare di  un  attestato di prestazione energetica gli edifici o  le  unita’  immobiliari  nel caso di nuovo contratto di locazione, come previsto dall’articolo  6, comma 2, il proprietario e’ punito con la sanzione amministrativa non inferiore a 300 euro e non superiore a 1800 euro.

10. In caso di violazione dell’obbligo di riportare  i  parametri energetici nell’annuncio di offerta  di  vendita  o  locazione,  come previsto dall’articolo 6, comma 8, il responsabile  dell’annuncio  e’ punito con la sanzione amministrativa non inferiore a 500 euro e  non superiore a 3000 euro.».

Art. 13

Modificazioni dell’articolo 16  del  decreto  legislativo  19  agosto 2005, n. 192

1. All’articolo 16 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n.  192, dopo il comma 4, e’ aggiunto il seguente: «4-bis. Dalla data di  entrata  in  vigore  dei  decreti  di  cui all’articolo 4, comma 1, e’ abrogato il decreto del Presidente  della Repubblica 2 aprile 2009, n. 59;».

Art. 14

Detrazioni fiscali per interventi di efficienza energetica

1. Le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 48, della legge  13 dicembre 2010, n. 220, e successive modificazioni, si applicano nella misura del 65 per cento anche alle  spese  sostenute  dalla  data  di entrata in vigore del presente  decreto  al  31  dicembre  2013,  con l’esclusione delle  spese  per  gli  interventi  di  sostituzione  di impianti di riscaldamento con pompe di calore ad alta  efficienza  ed impianti geotermici a bassa  entalpia  nonche’  delle  spese  per  la sostituzione di scaldacqua tradizionali con  scaldacqua  a  pompa  di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria.

2. La detrazione spettante ai sensi del comma 1  si  applica  nella misura del 65 per cento alle spese sostenute dalla data di entrata in vigore del presente decreto al 30 giugno 2014 per interventi relativi a parti comuni degli edifici condominiali di cui agli articoli 1117 e 1117-bis  del  codice  civile  o  che  interessino  tutte  le  unita’ immobiliari di cui si compone il singolo condominio.

3. La detrazione  spettante  ai  sensi  del  presente  articolo  e’ ripartita in dieci quote annuali di pari importo.  Si  applicano,  in quanto compatibili, le disposizioni di cui all’articolo 1, comma  24, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive  modificazioni,  e all’articolo 29, comma 6, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185,

convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.

Art. 15

Detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione  ed  efficienza energetica

1. Nelle more della definizione di misure ed incentivi selettivi di carattere strutturale, finalizzati a  favorire  la  realizzazione  di interventi per il miglioramento e la messa in sicurezza degli edifici esistenti, nonche’ per l’incremento del rendimento  energetico  degli stessi, si applicano le disposizioni di cui agli articoli 14 e 16.

Art. 16

Proroga delle detrazioni fiscali per interventi  di  ristrutturazione edilizia e per l’acquisto di mobili

1. All’articolo 11, comma 1, del decreto-legge 22 giugno  2012,  n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, le parole: «30 giugno  2013»  sono  sostituite  dalle  seguenti:  «31 dicembre 2013».

2. Ai contribuenti che fruiscono della detrazione di cui al comma 1 e’ altresi’ riconosciuta una detrazione dall’imposta  lorda,  fino  a concorrenza del suo ammontare, nella misura del 50  per  cento  delle ulteriori spese documentate  per  l’acquisto  di  mobili  finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione.  La  detrazione di cui al presente comma, da ripartire  tra  gli  aventi  diritto  in dieci quote annuali di pari importo, e’  calcolata  su  un  ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro.

Art. 17

Qualificazione degli installatori degli impianti a fonti rinnovabili

1. I commi 1 e 2 dell’articolo 15 del decreto legislativo  3  marzo

2011, n. 28, sono sostituiti dai seguenti:

«1. La qualifica professionale per l’attivita’ di installazione e di  manutenzione  straordinaria  di  caldaie,  caminetti  e  stufe  a biomassa, di sistemi solari fotovoltaici e termici sugli edifici,  di sistemi geotermici  a  bassa  entalpia  e  di  pompe  di  calore,  e’ conseguita con il possesso dei  requisiti  tecnico  professionali  di

cui, alternativamente, alle lettere a), b), c) o d) dell’articolo  4, comma 1, del decreto del Ministro dello sviluppo economico 22 gennaio 2008, n. 37.

2. Entro il 31 ottobre 2013, le regioni e le  province  autonome, nel rispetto dell’allegato 4, attivano un programma di formazione per gli installatori di impianti  a  fonti  rinnovabili  o  procedono  al riconoscimento di fornitori di formazione, dandone  comunicazione  al Ministero dello sviluppo economico e  al  Ministero  dell’ambiente  e

della tutela del  territorio  e  del  mare.  Le  regioni  e  province autonome possono riconoscere ai soggetti  partecipanti  ai  corsi  di formazione crediti formativi per i periodi di prestazione  lavorativa e di collaborazione tecnica continuativa svolti  presso  imprese  del settore.».

Art. 18

Abrogazioni e disposizioni finali

1. Dalla data di entrata  in  vigore  del  presente  decreto,  sono abrogati, gli articoli 1, comma 3, 2, comma 1, lettere c), d), e)  ed f), l’articolo 5, 12, 14, i punti 2, 11, 12 e 56 dell’allegato A, gli Allegati B ed I del decreto  legislativo  19  agosto  2005,  n.  192, nonche’ il comma 3 dell’articolo 15 e il punto 4 dell’allegato 4  del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28.

2. Alla data di entrata in vigore dei decreti di  cui  all’articolo 4, comma 1, del decreto legislativo 19  agosto  2005,  n.  192,  come modificato dal  presente  decreto,  sono  abrogati  i  commi  1  e  2 dell’articolo 3 del decreto legislativo stesso.

3.  Nel  decreto  legislativo  19  agosto  2005,  n.  192,  ovunque ricorrano le parole: «attestato di  certificazione  energetica»  sono sostituite dalle seguenti: «attestato di prestazione energetica».

Art. 19

Modifiche alla disciplina IVA delle cessioni di prodotti editoriali

1. Alla lettera c) dell’articolo 74, primo comma, del  decreto  del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633,  sono  apportate le seguenti modificazioni:

a) il quinto periodo e’ sostituito dal seguente: “In  ogni  caso, l’imposta si applica con l’aliquota di ciascuno dei beni ceduti.”;

b) al sesto periodo le parole “se il costo del bene ceduto, anche gratuitamente, congiuntamente  alla  pubblicazione  e’  superiore  al dieci per cento del prezzo dell’intera  confezione”  sono  sostituite dalle seguenti “in ogni caso”;

c) l’ottavo periodo e’ abrogato.

2. Le disposizioni di cui al  comma  1  si  applicano  ai  prodotti editoriali consegnati o spediti a partire dal 1° gennaio 2014.

Art. 20

Modifiche alla disciplina IVA sulle somministrazioni  di  alimenti  e bevande

1. Alla tabella A, parte II, allegata  al  decreto  del  Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, il n. 38), e’ abrogato.

2. Alla tabella A, parte III, n.  121),  allegata  al  decreto  del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633,  sono  aggiunte, in fine, le seguenti parole: «somministrazioni di alimenti e  bevande effettuate   mediante   distributori    automatici    collocati    in stabilimenti, ospedali, case di cura, uffici, scuole, caserme e altri edifici destinati a collettivita’;»;

3. Le disposizioni di cui al presente articolo  si  applicano  alle operazioni effettuate a partire dal 1° gennaio 2014.

Art. 21

Disposizioni finanziarie

1. L’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1,  comma  7,  del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con  modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, confluita nel Fondo  sociale  per l’occupazione e la formazione,  di  cui  all’articolo  18,  comma  1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n.  185,  convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e’ incrementata di 47,8 milioni di euro per l’anno 2013 e di 121,5  milioni  di  euro per l’anno  2014,  per  essere  destinata  al  rifinanziamento  degli ammortizzatori sociali in deroga di cui all’articolo 2, commi 64,  65 e 66, della legge 28 giugno 2012, n. 92.

2. L’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 5  della  legge  6 febbraio 2009, n. 7 e’ incrementata di  413,1  milioni  di  euro  per l’anno 2024.

3. Agli oneri derivanti dagli articoli 14 e 16 e dai commi da 1 e 2 del presente articolo, pari a 47,8 milioni di euro per l’anno 2013, a 271,3 milioni di euro per l’anno 2014, a 373,5 milioni  di  euro  per l’anno 2015, a 260,7 milioni di euro per l’anno 2016, a 257,8 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2017 al 2023 e a 413,1 milioni di euro per l’anno 2024, si provvede:

a) quanto a 47,8 milioni di euro per l’anno 2013, a  229  milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2014 al 2023 e a 413,1 milioni di euro per l’anno 2024, mediante corrispondente utilizzo delle maggiori entrate derivanti dalle misure previste dagli articoli  14,16,  19  e 20;

b) quanto a 42,3 milioni di euro per l’anno 2014, a 50,7  milioni di euro per l’anno 2015 e a 31,7 milioni di euro per l’anno 2016 e  a 28,8 milioni di euro per  ciascuno  degli  anni  dal  2017  al  2023, mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 5 della legge 6 febbraio 2009, n. 7;

c) quanto a 17,8  milioni  di  euro  per  l’anno  2015,  mediante corrispondente  riduzione  della   dotazione   del   fondo   di   cui all’articolo 2 comma  616  della  legge  24  dicembre  2007  n.  244, relativo allo  stato  di  previsione  del  Ministero  dello  sviluppo economico;

d) quanto  a  35  milioni  di  euro  per  l’anno  2015,  mediante corrispondente  riduzione  dall’autorizzazione  di   spesa   di   cui all’articolo 47, secondo comma, della legge 20 maggio 1985,  n.  222, relativamente alla quota dell’otto per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) destinata allo Stato;

e) quanto  a  41  milioni  di  euro  per  l’anno  2015,  mediante corrispondente riduzione della  proiezione,  per  il  medesimo  anno, dello stanziamento del fondo speciale di conto capitale iscritto,  ai fini del bilancio  triennale  2013-2015,  nell’ambito  del  programma «Fondi di riserva e speciali » della missione  «Fondi  da  ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2013, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero dell’ambiente e della tutela del  territorio  e del mare.

4. Il Ministro dell’economia e  delle  finanze  e’  autorizzato  ad apportare con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio.

Art. 22

Entrata in vigore

1. Il presente decreto  entra  in  vigore  il  giorno successivo  a quello della  sua  pubblicazione  nella  Gazzetta   Ufficiale   della Repubblica italiana e sara’ presentato alle Camere per la conversione in legge. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti  di  osservarlo  e  di farlo osservare.

 Dato a Roma, addi’ 4 giugno 2013

NAPOLITANO

Letta, Presidente del Consiglio dei Ministri

Moavero Milanesi, Ministro per  gli affari europei

Zanonato,  Ministro dello  sviluppo economico

Lupi, Ministro delle infrastrutture e dei trasporti

D’Alia, Ministro  per  la  pubblica amministrazione e  la semplificazione

Delrio,  Ministro  per  gli  affari regionali e le autonomie

Bonino,   Ministro degli affari esteri

Saccomanni, Ministro  dell’ economia e delle finanze

Cancellieri,     Ministro della giustizia

Orlando, Ministro  dell’ambiente  e della tutela del territorio  e  del mare

Visto, il Guardasigilli: Cancellieri


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